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Locali del Basso Lazio

Evento 

Titolo:
ORNETTE COLEMAN "Two Bass Quartet"
Quando:
24.07.2010 
Dove:
Atina Jazz - Atina - Centro Storico
Categoria:
Live Music

Descrizione

 La carriera di Ornette viene lanciata da John Lewis del Modern Jazz Quartet e dal compositore Gunther Schuller, che lo fanno incidere su etichetta Contemporary insieme a Red Mitchell, Percy Heath e Shelly Manne. Le sue composizioni, forti di un senso melodico originale, entrano quasi subito nel repertorio jazz; tra i suoi pezzi più noti ricordiamo "The Blessing", "Turnaround", Rejoicing", "Blues Connotation", "911" e "Song X"; il suo solismo al sax alto, sghembo e di strana intonazione, sempre alla ricerca di una sua propria "voce umana", convince invece meno il pubblico e la critica più tradizionali ma anche molti musicisti suoi contemporanei.

Passa all'Atlantic che lo fa collaborare con Eric Dolphy, Freddie Hubbard, Scott LaFaro e Jimmy Garrison. I titoli dei dischi sono slogan promettenti: "Something else", "The shape of jazz to come", "Tomorrow is the question", "Free jazz".

Nel 1962 fonda un trio sperimentale con David Izenzon e Charles Moffett; dopo il celebre Town Hall concert, in cui viene anche eseguito il suo primo quartetto d'archi, si ritira dalla scena musicale per tre anni, durante i quali studia la tromba e il violino, che suona con tecniche non ortodosse.

Nel 1966 l'uscita di The Empty Foxhole, con Haden e suo figlio Denardo Coleman (di soli 10 anni), viene accolta con molti dissensi. Gira l'Europa col trio, e tornato in America tenta organici diversi. Negli anni settanta fonda anche un gruppo di jazz elettrico, il Prime Time, con esiti artistici discontinui. Collabora con gli etnici Masters of Jujuka e con suonatori sardi di launeddas, oltre che con Jackie McLean (1967), Pat Metheny (1986), Jerry Garcia (1988) e Howard Shore (1991).

In All languages (1987) presenta le stesse composizioni suonate dal quartetto classico e poi dal Prime Time. Nel 1990 il Teatro Valli di Reggio Emilia gli dedica un festival monografico di tre giorni, nel corso del quale vengono eseguite sue composizioni cameristiche, Skyes of America, e si esibiscono i Prime Time e il quartetto con Don Cherry, Charlie Haden e Billy Higgins.

Negli anni '90 suona in quartetto con Geri Allen e in duo con Joachim Kuhn, e nel 2000 incontra Lee Konitz sul palcoscenico di Umbria Jazz. Nel 2003 e nel 2007 torna all'Umbria Jazz con due applauditissimi concerti all'Arena Giuliana.

Non è certo possibile riassumere in poche righe tutti gli equivoci critici che si sono intrecciati lungo la trentennale carriera di Coleman: dai tempi in cui il suo sassofono intriso di esasperato senso del blues fu giudicato "stonato", al mancato riconoscimento delle strutture di base della sua musica, all'imbarazzo di fronte al suo violino e alla sua tromba così squassanti e strazianti, al disorientamento per le sue opere sinfoniche e cameristiche, in bilico fra scrittura e tradizione improvvisativi africana-americana, fino al rifiuto iniziale del Prime Time.

Ma poi, in fondo, non si tratta altro che di una proiezione verticale, polifonica, del solismo colemaniano, il quale si svolge attraverso una inesauribile catena di variazioni motiviche in continua, reciproca trasformazione. E infine bisogna sottolineare l'assoluta grandezza del Coleman compositore, non solo in senso, per così dire, "accademico" (ma in realtà profondamente afroamericano) ma anche in senso parkeriano, di creatore di temi originali e indimenticabili. Oggi Coleman grazie alla sua profonda coerenza creativa è finalmente un artista riconosciuto in tutta la sua grandezza. Eppure questo artista modesto e taciturno a 80 anni guarda ancora avanti: per lui, nonostante tutto, la sua ricerca sembra essere ancora all'inizio.

Sede

Mappa
Dove:
Atina Jazz   -   Sito web
Via:
Piazza Marconi
Cap:
03042
Città:
Atina - Centro Storico
Provincia:
Fr
Paese:
Paese: it

Descrizione


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